Il progetto umanitario

«Attorno alla nostra idea si è materializzata un’incredibile ondata di disponibilità e solidarietà di artiste e artisti e di aiuto spontaneo di tanti professionisti e amici che ci stanno supportando per realizzarla – spiega Khaled Al Zeer, presidente delle Comunità palestinesi del Nord Est. – Stiamo riuscendo a realizzare questo incredibile concerto contenendo le spese all’osso, e abbiamo definito l’ambito di applicazione dei fondi che raccoglieremo: un progetto umanitario da realizzare con strutture e personale locale, a Gaza o anche in Cisgiordania, nella nostra terra di origine per garantire protesi pediatriche bioniche avanzate alle bambine e bambini sopravvissuti mutilati a Gaza. Considerando la distruzione portata dalla guerra, oggi a Gaza serve tutto, ma ci siamo focalizzati sulla situazione sanitaria dell’infanzia e l’enorme numero di piccoli sopravvissuti con gravi mutilazioni. Stiamo investendo i pochi fondi della nostra associazione, e i nostri personali. Abbiamo ricevuto un grande aiuto da una piccola associazione sindacale autonoma, Sindacato Lavoro Società, e dal sindacalista Vittorio Rosa di origine palestinese ed  anche esponente di punta della nostra comunità. Speriamo di raccogliere molti fondi con il concerto, e soprattutto con la futura raccolta fondi. Per rendere concreta l’attuazione del progetto umanitario ci stiamo rivolgendo a Ong e Enti, per chiedere supporto e collaborazione. Donare ai nostri bimbi la gioia di poter muovere nuovamente le proprie dita, a casa loro, è ciò che ci muove: una forma di “risarcimento” per i due anni atroci di genocidio che hanno rubato loro tutto, compresa la loro infanzia.» 

Attualmente, a Gaza non esistono infrastrutture permanenti per la produzione locale di protesi, né bioniche né meccaniche avanzate. La dipendenza totale da fornitori esterni comporta costi altissimi, tempi d’attesa di mesi o anni, e un forte limite alla continuità terapeutica. 
Di fronte a questa emergenza umana, le Comunità palestinesi del Nord Est propongono di concretizzare la riattivazione di strutture tecnologiche e sanitarie esistenti, a servizio dei bambini e delle bambine mutilati dalla guerra, in grado di costruire protesi e applicarle e di costruire un nuovo Centro per la produzione di protesi bioniche permanente. Questa è l’ambizione più grande. Prevedono inoltre, nel progetto, la costruzione di un centro permanente di riabilitazione psicofisica dei piccoli pazienti, aspetto sostanziale e non secondario della riabilitazione.

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DOMANDE

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RISPOSTE

Tutto il ricavato di Voci per Gaza sarà destinato a un conto corrente dedicato in Banca Etica, gestito da Le Comunità Palestinesi del Nordest e monitorato da associazioni partner per garantire la massima trasparenza.

I fondi saranno impiegati interamente nel progetto per l’acquisto di protesi di ultima generazione e la realizzazione di un centro di riabilitazione a Gaza, a supporto dei bambini e delle persone mutilate dai bombardamenti.
Le donazioni serviranno inoltre a coprire i costi diretti legati al progetto, tra cui materiali, logistica, promozione e attività di raccolta fondi necessarie a garantirne la sostenibilità nel tempo.
Tutte le persone coinvolte nell’organizzazione di Voci per Gaza operano su base volontaria e non percepiscono alcun compenso.

Una rendicontazione dettagliata sarà pubblicata dopo l’evento e aggiornata ogni tre mesi, in modo che tutti possano seguire come vengono utilizzate le risorse raccolte.

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  1. Accedi nel tuo HomeBanking
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  4. IBAN: IT40Q0501812101000020000761
  5. Causale: Per sostenere il progetto “protesi bioniche per i bimbi di Gaza”

     

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